← Diario
Ritenzione

Ritenzione idrica: perché bere 2 litri d'acqua non basta a sgonfiare le gambe

Bicchiere d'acqua e ritenzione idrica

In sintesi: bere acqua è necessario, ma da solo non elimina la ritenzione idrica. Il gonfiore non dipende da quanta acqua bevi, ma da come il corpo gestisce i liquidi: l'equilibrio tra sodio e potassio, l'efficienza del microcircolo e del drenaggio linfatico-venoso. In una persona sana la ritenzione è quasi sempre legata a un eccesso di sodio e a un drenaggio rallentato, non alla “poca acqua”. Per sgonfiare davvero servono meno sale nascosto, più potassio da frutta e verdura, movimento e, dove il ristagno è radicato, un drenaggio manuale specialistico.

Una delle frasi che sento più spesso nel mio studio di Torino è: “Bevo due litri d'acqua al giorno, ma le gambe restano gonfie”. È un classico, e ha una spiegazione precisa. Sono Valentina Restelli, estetista specializzata in gambe e sistema linfatico, e in questo articolo voglio smontare un mito che fa perdere tempo a tante persone.

Cos'è davvero la ritenzione idrica

Dal punto di vista fisiologico, la ritenzione idrica è l'accumulo di liquidi negli spazi interstiziali, cioè negli spazi tra le cellule dei tessuti. Si manifesta con gonfiore e senso di pesantezza, soprattutto a gambe, caviglie e addome. Nelle persone sane non è quasi mai causata dall'aver bevuto troppa acqua, ma da uno squilibrio nell'assunzione di sodio e da un'alterata dinamica del microcircolo.

Perché bere 2 litri d'acqua non basta

Il bilancio dei liquidi è regolato soprattutto dai reni, che mantengono in equilibrio acqua ed elettroliti — in primis sodio e potassio. Ecco i due punti chiave:

In altre parole, l'acqua è una condizione necessaria ma non sufficiente. Il vero nodo è come il corpo distribuisce e drena i liquidi.

Il vero problema è il sale (e ne mangiamo troppo)

L'Organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda di non superare i 5 grammi di sale al giorno, corrispondenti a circa 2 grammi di sodio (un cucchiaino). La realtà italiana è ben diversa: secondo l'Italian Health Examination Survey–Progetto CUORE 2023-2025 dell'Istituto Superiore di Sanità, gli uomini italiani tra 35 e 74 anni consumano in media 9,3 grammi di sale al giorno e le donne 7,1 grammi. Solo il 17,5% della popolazione adulta rispetta il limite OMS.

C'è di più: il sale che conta non è quello della saliera. Secondo uno studio dell'INRAN (Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione), più della metà del sale nella dieta degli italiani — il 54% — proviene dai cibi conservati e/o precotti e dall'alimentazione fuori casa; il 36% è quello aggiunto in cucina e a tavola, e solo il 10% è naturalmente presente negli alimenti. È qui che si vince la partita.

Cosa funziona davvero contro la ritenzione idrica

1. Ridurre il sodio nascosto

Il problema non è il pizzico di sale sulla pasta, ma il sodio “invisibile” di salumi, formaggi stagionati, snack, piatti pronti e salse. Leggi le etichette e riduci i cibi confezionati: è la leva con il maggiore impatto.

2. Aumentare il potassio “da cibo”

Frutta, verdura e legumi aiutano a riequilibrare il rapporto sodio-potassio (salvo diversa indicazione medica, per esempio in alcune malattie renali).

3. Muoversi e fare pause

La pompa muscolare del polpaccio è un drenaggio naturale: se stai seduta molte ore, alzati spesso e cammina. Anche tenere le gambe sollevate a fine giornata aiuta.

4. Idratarsi nel modo giusto

Bere distribuito nell'arco della giornata, a piccoli sorsi, è più utile che ingerire grandi quantità tutte insieme.

5. Stimolare il drenaggio quando il ristagno è radicato

Quando la ritenzione è presente da tempo, le abitudini da sole spesso non bastano. Nel mio lavoro affronto il gonfiore alla radice con un protocollo manuale specialistico che agisce sul sistema linfatico e venoso, favorendo il riassorbimento dei liquidi ristagnanti. È un'azione meccanica mirata che il bicchiere d'acqua non può sostituire.

Ritenzione idrica o qualcos'altro?

Attenzione a non dare tutto per scontato. Un gonfiore che peggiora rapidamente, accompagnato da fiato corto o aumento di peso in pochi giorni, può avere cause cardiache o renali e va valutato dal medico. La ritenzione “estetica” si tratta; quella legata a una patologia va prima inquadrata clinicamente. Per questo ogni mio percorso parte da una valutazione e dall'esclusione delle controindicazioni.

Domande frequenti

Bere tanta acqua elimina la ritenzione idrica?

No. Una corretta idratazione aiuta a non peggiorarla, ma da sola non la elimina. Contano di più la riduzione del sodio, l'apporto di potassio e il movimento.

Le tisane drenanti funzionano?

Possono essere un supporto, ma non sostituiscono un approccio attivo fatto di alimentazione equilibrata, movimento e stimolazione del drenaggio.

Quanto sale posso assumere al giorno?

L'OMS indica un massimo di circa 5 grammi di sale al giorno (circa 2 grammi di sodio). In Italia se ne consuma in media molto di più, e oltre la metà arriva dai cibi conservati e dal mangiare fuori casa.

Il massaggio drenante serve contro la ritenzione?

Sì, quando il ristagno è significativo: un drenaggio manuale specialistico favorisce il riassorbimento dei liquidi. È più efficace inserito in un percorso e abbinato a buone abitudini.

Vuoi smettere di rincorrere rimedi che non funzionano?

Se bere acqua e provare creme non ti ha dato risultati, forse è il momento di un approccio diverso. Nel mio studio di Torino, in Via Pergolesi 3A, parto da una prima valutazione gratuita (45 minuti) per capire la tua ritenzione e costruire un percorso mirato. Niente promesse miracolose, solo un metodo.

Prenota la prima valutazione
Continua a leggere:Gambe gonfie: cause vere e cosa fare · 5 gesti quotidiani che peggiorano il gonfiore · Linfodrenaggio: cosa succede sotto pelle · I trattamenti