In sintesi: in montagna di solito le gambe stanno meglio, perché si cammina tanto e il polpaccio spinge i liquidi verso l'alto, mentre il clima fresco non dilata le vene come il caldo della città. Se dopo una camminata piedi e caviglie si gonfiano, spesso c'entrano le ore di auto per arrivare, scarponi stretti, piatti salati e la fatica delle salite senza allenamento; l'aria secca fa perdere acqua e il fresco toglie la sete, così ci si stanca prima e le gambe pesano di più. Consiglio di bere con regolarità, salire con gradualità e la sera tenere le gambe in alto. Una gamba sola gonfia, dolorosa, calda o arrossata, soprattutto dopo un lungo viaggio, o un gonfiore comparso all'improvviso vanno fatti vedere subito al medico; se manca il fiato, chiama il 112.
A fine estate, quando le clienti tornano dalle ferie, chi è stata in montagna spesso mi racconta di gambe più leggere del solito, e non mi stupisce, perché si cammina tanto e fa fresco. Poi c'è chi rientra da qualche giorno di sentieri con le caviglie gonfie la sera e mi chiede come sia possibile, se la montagna fa bene. Nel video la risposta è una parola sola, dipende. Qui ti racconto da cosa dipende, a cominciare dalle ore di macchina che spesso vengono prima del sentiero.
In generale sì. Nel video parto da un «dipende», ma chiudo dicendo che le vacanze in montagna sono ideali per le gambe.
Sui sentieri si cammina per ore, e in salita la caviglia si piega di più e il polpaccio lavora a fondo. È il muscolo che a ogni passo si contrae e spinge sangue e linfa verso il cuore, e in una giornata di cammino non si ferma quasi mai. Anche la pianta del piede fa la sua parte, perché a ogni appoggio comprime le vene che le passano sotto. Poi c'è il fresco, che non dilata le vene come il caldo della città. Per questo tante gambe che in città, d'estate, la sera sono pesanti, in montagna si sentono più leggere.
Quando succede, di solito la montagna c'entra poco. Contano il viaggio per arrivarci e come passi le giornate lassù, dal sentiero alla cena in rifugio.
A volte il gonfiore comincia prima del sentiero. Stare seduta in macchina per ore, con le ginocchia piegate e i piedi fermi, è il contrario di una camminata, perché il polpaccio non lavora e i liquidi si fermano in basso. Nei viaggi lunghi fermati ogni tanto a sgranchirti le gambe e, se non guidi, muovi spesso le caviglie.
La sera di una giornata sui sentieri è frequente ritrovarsi piedi e caviglie un po' gonfi. Durante lo sforzo il corpo dilata i vasi per smaltire il calore, i muscoli hanno lavorato tanto e un po' di liquido resta nei tessuti. Se non sei allenata, le salite affaticano gambe e piedi e la stanchezza si sente di più. Di solito il gonfiore cala con il riposo e una notte a letto.
In quota l'aria è più secca, si respira più in fretta e tra respiro e sudore perdi acqua senza accorgertene. Il fresco poi toglie la sete, così si beve meno proprio quando servirebbe di più. Disidratata ti stanchi prima e la sera senti le gambe più pesanti, ed è per questo che nel video ti dico di bere con regolarità, anche senza sete.
In alta quota il corpo deve abituarsi a un'aria con meno ossigeno a disposizione, e nei primi giorni a qualcuno si gonfiano caviglie, mani e viso. Di solito è un gonfiore lieve, che cala quando il corpo si adatta o si torna più in basso.
Se arrivano mal di testa forte, nausea o una stanchezza fuori dal normale, non salire oltre e, se non migliorano o peggiorano, scendi e fatti vedere da un medico. Se ti manca il fiato anche da ferma, hai una tosse insistente, ti senti confusa o cammini incerta, scendi subito accompagnata e chiama il 112.
Se hai la pressione alta o bassa, in quota ci sono altre attenzioni, e ne parlo nel video «Gambe pesanti e pressione alta o bassa: cosa cambia in montagna», che trovi in fondo alla pagina.
In vacanza è facile dare la colpa alla camminata e rimandare al rientro. Alcuni segnali però con la fatica non c'entrano:
Con problemi di pressione, cuore o circolazione, parlane con il medico prima di programmare escursioni impegnative. Gli altri segnali della circolazione li trovi in gambe pesanti e circolazione: quando preoccuparsi.
Se porti calze a compressione, chiedi al medico o al farmacista se usarle anche in escursione.
Se in montagna le gambe stavano bene e in città tornano pesanti, di solito a cambiare è il movimento. Prova a portartene dietro un po' nelle giornate normali, per esempio le scale a piedi invece dell'ascensore o due minuti in piedi ogni ora se lavori alla scrivania.
Se non ci sono i segnali d'allarme di cui sopra e la pesantezza ti accompagna tutto l'anno, e la montagna è solo il momento in cui te ne accorgi, vale la pena guardarla da vicino. Nel mio studio in via Pergolesi a Torino la prima valutazione è gratuita e dura 45 minuti. Se poi ha senso, il massaggio linfodrenante fa con le mani quello che in montagna fa il polpaccio a ogni passo, cioè accompagnare i liquidi verso l'alto.
Dopo una camminata lunga, soprattutto se fa caldo, capita spesso. Le mani restano per ore lungo i fianchi e, per smaltire il calore dello sforzo, i vasi si dilatano. Aiuta muovere ogni tanto braccia e dita mentre cammini, bere con regolarità senza forzarti (bere molto più della sete non sgonfia) e, a fine giro, tenere i piedi in alto. Se il gonfiore non passa con il riposo, fa male, riguarda un lato solo o arriva insieme a nausea, mal di testa forte o confusione, senti il medico.
Tutte e due, a turno. È il cammino che fa lavorare il polpaccio, e fermarsi del tutto non aiuta. Dopo un'escursione impegnativa però le gambe hanno bisogno di recuperare, e il giorno dopo conviene un giro facile invece di restare sdraiata tutto il giorno. Se la pesantezza cresce di giorno in giorno invece di calare, guarda cosa è cambiato (quanto bevi, le scarpe, le ore di auto) e, se non trovi il motivo, chiedi al medico.
D'estate la montagna di solito è più facile per le gambe, perché fa fresco e si cammina di più, purché si salga con gradualità. Al mare pesa di più il caldo, che dilata i vasi e rende più faticosa la risalita dei liquidi. Anche lì però le gambe si possono aiutare, perché camminare nell'acqua fresca fa lavorare il polpaccio, e su come difenderle dal caldo ho scritto gambe gonfie con il caldo. Se hai una malattia della circolazione o del cuore, la meta giusta la decidi con il tuo medico.
La montagna fa davvero bene alle tue gambe? La risposta è: dipende.
Allora, partiamo dai pro. In montagna si cammina, e si cammina tanto. Ad ogni passo riattivi la pompa del polpaccio e il ritorno del sangue verso il cuore. Aggiungici il clima fresco e capisci perché le gambe si sentono più leggere.
L'aria è più secca e ti disidrati di più. Però attenzione, perché ci sono anche i contro. Quindi bevi con regolarità, anche se non senti sete. E se non sei allenata, le salite affaticano gambe e piedi e la stanchezza si sente di più.
Quindi sì, le vacanze in montagna sono ideali per le tue gambe. Il segreto è ascoltare il tuo corpo e salire con gradualità.
Questo video e questa pagina hanno scopo informativo e non sostituiscono il parere del medico.
Fai il test sulle tue gambe in due minuti, oppure prenota la prima valutazione gratuita nello studio di Via Giambattista Pergolesi 3/A, a Torino.
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