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Video · Linfodrenaggio

Linfodrenaggio: come si fa e perché si parte dal collo

In sintesi: il linfodrenaggio segue un ordine preciso. Prima si aprono le stazioni dove la linfa viene raccolta, partendo dal collo, poi si lavora la gamba un tratto alla volta, con manovre lente che accompagnano i liquidi sempre verso l'alto. Comincio dal collo perché lì, dietro le clavicole, la linfa di tutto il corpo rientra nel sangue: la tecnica stimola prima la zona più vicina allo sbocco, poi accompagna il liquido dal basso. Sul collo la pressione è quella di una carezza. Con un linfonodo gonfio o problemi di tiroide, cuore o pressione, il linfodrenaggio si fa solo dopo il via libera del medico. Un gonfiore improvviso o su una gamba sola, una gamba calda, arrossata o dolorante vanno fatti vedere subito al medico, prima di qualsiasi massaggio; con fiato corto o dolore al petto chiama il 112.

Valentina Restelli, wellness specialist · Torino

Se vieni da me per un massaggio alle gambe, nei primi minuti le mie mani le gambe non le toccano nemmeno: mi siedo dietro la tua testa e comincio dal collo. Le clienti mi chiedono spesso cosa c'entri il collo con le caviglie gonfie. C'entra eccome: la linfa che parte dalle caviglie finisce la sua strada proprio lì, dietro le clavicole. Nel video la chiamo l'apertura dei linfonodi, ed è il primo gesto di ogni seduta: in pochi secondi vedi le mie mani sul collo, poi sotto le ascelle, all'inguine e dietro il ginocchio. Più sotto trovi il perché di quest'ordine e i casi in cui il massaggio aspetta il medico.

In che ordine si fa un linfodrenaggio

Il linfodrenaggio comincia dalle uscite, i punti in cui la linfa viene raccolta, e arriva al punto gonfio solo alla fine. La linfa è il liquido che il corpo raccoglie tra le cellule e riporta verso il sangue, attraverso una rete di vasi sottilissimi che lungo il percorso passano per delle stazioni, i linfonodi. La tecnica è costruita così: prima si stimola la zona più vicina allo sbocco, poi si accompagna il liquido dal basso, che trova la strada già in movimento.

Per questo seguo sempre la stessa sequenza:

  1. il collo, alla base, sopra le clavicole;
  2. le ascelle;
  3. l'inguine;
  4. il retro del ginocchio;
  5. solo a questo punto la gamba, a tratti.

Nel video vedi i primi quattro passaggi, ognuno con la scritta che ti dice dove sono le mani. Sono gesti piccoli e lenti, e da fuori sembrano quasi niente. Servono a mettere in moto il deflusso prima di arrivare alla gamba.

Perché comincio sempre dal collo

Tutta la linfa del corpo, anche quella che parte dai piedi, finisce il suo viaggio alla base del collo, dietro le clavicole, dove i vasi linfatici più grandi si gettano nelle vene e la linfa torna nel sangue. Così, anche quando il lavoro è tutto per le gambe, io parto da lì. Come funziona il sistema linfatico lo spiego in cosa succede sotto pelle durante un linfodrenaggio.

Com'è fatta la manovra

Da dietro la tua testa appoggio le mani piatte ai lati del tuo collo, con le dita rivolte verso le clavicole, e faccio dei piccoli cerchi lenti. Le dita spostano appena la pelle, senza scivolare, con una spinta leggerissima seguita da un rilascio, sempre allo stesso ritmo. Ripeto più volte e scendo fino alla fossetta sopra la clavicola. La pressione è minima, perché i vasi linfatici superficiali stanno appena sotto la pelle e una mano pesante li schiaccia invece di aiutarli. Sul lettino si sente poco più di una carezza, e molte persone cominciano a rilassarsi già qui.

Dopo il collo, ascelle, inguine e ginocchio

Finito il collo, le mani passano alle ascelle, la stazione che raccoglie la linfa delle braccia e della parte alta del busto. Poi l'inguine, il punto chiave per chi viene da me per le gambe, perché qui arriva la linfa di tutta la gamba. Le mani stanno una sopra l'altra, piatte, e fanno un pompaggio lento verso l'alto. L'ultima apertura è dietro il ginocchio, dove ci sono i linfonodi poplitei. Con la gamba piegata avvolgo la piega del ginocchio e lavoro con la stessa calma.

Poi la gamba, un tratto alla volta

Una volta aperte le stazioni, si passa alla gamba. Prima la coscia, che è la parte più vicina all'inguine, poi il ginocchio, il polpaccio, infine caviglia e piede. Il liquido di ogni tratto viene accompagnato verso quello sopra, che è già stato lavorato. L'ordine quindi scende, dalla coscia al piede, mentre le mani spingono sempre verso l'alto.

Il linfodrenaggio manuale classico, il metodo Vodder, usa su tutto il corpo pressioni molto leggere. Sulle gambe io lavoro in un altro modo. Sul collo e sulle stazioni la mano è leggera. Sulla gamba le manovre restano lente ma vanno più in profondità. Il motivo è che nelle gambe, oltre alla linfa che ristagna, quasi sempre c'è anche il sangue delle vene che fatica a risalire. La pressione però si ferma prima del dolore, perché quando fa male il corpo si irrigidisce e collabora meno. Ho messo in fila cosa cambia tra il Vodder e il lavoro che faccio sulle gambe.

Quando il linfodrenaggio non si fa

Il collo è una zona delicata, e la tecnica ha limiti precisi. Nei casi qui sotto il massaggio aspetta, e prima ti fai vedere dal medico:

  • un linfonodo gonfio, duro o dolente, o un nodulo al collo che non se ne va nel giro di qualche settimana: va fatto vedere, non massaggiato;
  • problemi di tiroide, di cuore o di pressione, o placche alle carotidi;
  • febbre, un'infezione in corso, una trombosi o il sospetto di averla;
  • un gonfiore comparso all'improvviso, oppure che riguarda una gamba sola: fatti vedere subito;
  • una gamba che fa male, è calda, arrossata o tesa: anche qui, senza aspettare;
  • gambe gonfie insieme a fiato corto, fatica a respirare da sdraiata o dolore al petto: in questo caso chiama subito il 112;
  • caviglie gonfie già al mattino, oppure gonfiore anche a viso, occhi o mani;
  • una malattia oncologica, in corso o passata, perché se e come fare il linfodrenaggio lo decide il medico che ti segue;
  • la gravidanza: nel primo trimestre no; dal quarto mese solo con il via libera scritto del ginecologo, addome escluso; nel terzo trimestre solo su sua indicazione; mai con pre-eclampsia o trombosi.

Come comincio il massaggio in studio

Prima di qualsiasi trattamento ci conosciamo. La prima valutazione è gratuita e dura 45 minuti. Mi racconti come stanno le tue gambe, se prendi farmaci o se rientri in uno dei casi elencati sopra, e intanto io le guardo. Se non c'è nulla che chieda prima un parere medico, il massaggio linfodrenante parte come nel video, dal collo alle stazioni, e il resto della seduta, sulle gambe, segue il protocollo Gambesane. Su un'ora di trattamento l'apertura del collo e delle stazioni prende i primi minuti, ogni volta.

Domande frequenti

Il linfodrenaggio si può fare da soli?

Sì, in una versione semplificata, se rispetti ordine e direzione. Se vuoi includere il collo, fallo per primo e resta alla base, nella fossetta sopra la clavicola, con tocchi leggerissimi, senza premere ai lati sotto la mandibola. Poi l'inguine con un pompaggio leggero, quindi coscia e polpaccio, sempre verso l'alto, con movimenti lenti e senza strofinare. Con un gonfiore improvviso o su una gamba sola, una gamba dolorante, calda o arrossata, o una trombosi anche solo sospetta, non massaggiarti e senti subito il medico. Con problemi di tiroide, cuore o pressione, placche alle carotidi, un linfonodo gonfio o una malattia oncologica, chiedi prima al medico; in gravidanza, al ginecologo. È un automassaggio, non un linfodrenaggio completo: tienilo come abitudine di tutti i giorni.

Il massaggio linfodrenante fa male?

Non dovrebbe. Sul collo e sulle stazioni dei linfonodi la pressione è leggerissima. Sulla gamba, dove il liquido ristagna di più, lavoro più a fondo, sempre lentamente. Se hai capillari fragili alleggerisco, per non lasciarti lividi. E se senti dolore dimmelo subito, così cambio pressione.

Dopo il linfodrenaggio è normale fare tanta pipì?

Succede a molte persone, e si spiega con il percorso della linfa. Il liquido spostato dai tessuti rientra nel sangue e i reni ne smaltiscono una parte. Non è la misura di quanto abbia funzionato il trattamento, e non serve bere litri d'acqua per aiutarlo. Bevi come fai di solito, con regolarità. Se il medico ti ha dato indicazioni sui liquidi, valgono le sue.

Quanto dura un linfodrenaggio?

Dipende dalla zona e dalla tecnica. In studio il massaggio linfodrenante per le gambe dura un'ora; c'è anche una versione parziale da 30 minuti.

Trascrizione del video

Prima di cominciare il massaggio bisogna fare una manovra fondamentale: l'apertura dei linfonodi. Iniziamo dal collo.

Questo video e questa pagina hanno scopo informativo e non sostituiscono il parere del medico.

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