In sintesi: il massaggio linfodrenante non deve fare male. Le manovre sono lente e profonde, ma profondo non vuol dire doloroso: quando una manovra fa male la gamba si contrae invece di lasciarsi andare. Dove i liquidi ristagnano lavoro un po' più a fondo; con capillari fragili o pelle che si segna facilmente alleggerisco, per non lasciare lividi. La pressione la regolo su di te, e se senti dolore la cambio subito.
Prima di cominciare un massaggio alle gambe mi sento fare due richieste opposte. C'è chi vuole che vada forte, convinta che più fa male più il massaggio lavora. E c'è chi, prima ancora che appoggi le mani, mi mostra i capillari e mi chiede di andarci piano. Hanno ragione tutte e due, a metà, e quale metà lo capisco solo quando ho le mani sulle loro gambe.
No, e non deve. Le manovre che vedi nel video sono lente e profonde: arrivano sia alla circolazione più superficiale, appena sotto la pelle, sia a quella più profonda, tra i muscoli della gamba. Per arrivare in profondità però servono tempo e ritmo.
Quello che senti è una pressione presente, che accompagna. In una zona dove il tessuto è più teso, o dove il liquido ristagna, può esserci un attimo di fastidio che si scioglie man mano che la manovra prosegue. Il dolore è un'altra cosa: ti fa trattenere il respiro e stringere i pugni. Quando succede, quella pressione è sbagliata per te, in quel punto.
Se una gamba sola fa male, è gonfia, calda o arrossata, soprattutto se il dolore o il gonfiore sono comparsi all'improvviso, chiama subito il medico e, finché non ti ha vista, niente massaggi. Se ti manca il fiato o senti dolore al petto, anche senza fastidi alla gamba, il numero è il 112. Gli altri segnali delle vene che meritano una visita li trovi in quando preoccuparsi per le gambe pesanti.
Su questo ci sono scuole di pensiero diverse, come dico nel video. Il linfodrenaggio manuale classico, il metodo Vodder, usa pressioni leggerissime, perché i vasi linfatici su cui lavora stanno appena sotto la pelle. All'opposto c'è l'idea, molto diffusa, che un massaggio per le gambe debba essere energico per spremere i liquidi verso l'alto.
Per le gambe gonfie la mia risposta sta nel mezzo. In questi casi al ristagno della linfa si somma spesso una circolazione venosa che fatica a risalire, e una parte di quelle vene corre in profondità. Per questo le mie manovre scendono più a fondo di un linfodrenaggio classico, ma restano lente e lontane dalla forza. Le differenze tra i due approcci le ho messe in fila in cosa cambia tra linfodrenaggio Vodder e massaggio per le gambe.
No. Il drenaggio non si fa schiacciando: conta la direzione, sempre verso l'alto, e conta l'ordine con cui si lavorano i tratti della gamba. Una mano troppo pesante rischia anzi di ottenere il contrario di quello che cerchi. I vasi linfatici più superficiali sono sottilissimi e rispondono meglio a un tocco lento. E quando una manovra fa male il muscolo si contrae per difendersi, e una gamba contratta si lascia lavorare peggio.
A volte servono tutte e due le cose sulla stessa gamba, a pochi centimetri di distanza.
In quei punti il tessuto è più pieno e teso, e la mano può scendere un po' più a fondo, con una pressione più presente. Succede spesso intorno alle caviglie. Il ritmo però resta lento, e se sento la gamba irrigidirsi torno indietro.
Di solito sì. Quando i capillari sono evidenti o la pelle si segna facilmente, la pressione deve essere più leggera, per non lasciare lividi. Il massaggio si fa lo stesso, con mani più morbide sulle zone dove i capillari affiorano. E la coppetta, che uso dove il liquido ristagna, sopra i capillari la passo più delicata o la lascio da parte.
Non dovrebbero comparire. Se succede, in quel punto la pressione era troppa per la tua pelle. Ci sono situazioni in cui ci si segna più facilmente: capillari fragili, oppure alcuni farmaci, come quelli che rendono il sangue più fluido. Se li prendi, dimmelo durante la valutazione e prima del massaggio chiedi il via libera al medico che te li ha prescritti; non sospendere mai una terapia da sola.
Se invece ti vengono lividi con facilità anche lontano dal massaggio, senza ricordare di aver preso un colpo, o se le gambe ti fanno male già solo a toccarle, parlane con il medico. Sono segnali che possono avere cause diverse dalla ritenzione, dalla coagulazione del sangue al lipedema, e vanno capiti prima di qualsiasi trattamento.
Nel video lo dico con una frase: quando la pressione è giusta, il corpo collabora. Sul lettino te ne accorgi così:
Se qualcosa ti fa male, dimmelo anche a metà manovra, e cambio pressione lì.
Prima di decidere quanta pressione usare devo conoscere le tue gambe. Per questo la prima volta partiamo da una valutazione di 45 minuti, gratuita: ti chiedo se prendi farmaci e se ti segni facilmente, e intanto guardo i capillari e le vene. Durante il massaggio linfodrenante ti chiedo spesso come va, soprattutto nelle prime sedute, finché non conosco la tua soglia. Le manovre vengono dal protocollo Gambesane, su cui mi sono formata, ma la pressione la scelgo ogni volta su di te, anche in base a come arrivi quel giorno.
No. Se il giorno dopo le gambe sono indolenzite al tatto, la pressione era troppa per te, e alla seduta successiva parto più leggera e salgo un po' alla volta. Un dolore diverso, su una gamba sola che si gonfia o si scalda, non c'entra con il massaggio e va fatto vedere subito al medico.
Dipende da come sono, e per questo le guardo prima di cominciare. Sulla vena non si preme mai: si lavora intorno, con mani leggere. Se sono grosse, dure, arrossate o dolenti, o se in passato hai avuto una flebite o una trombosi, prima di qualsiasi massaggio serve il parere del medico, di solito l'angiologo.
Tutti e due si possono regolare. Con la pressoterapia la pressione si imposta sull'apparecchio prima di cominciare; con le mani la sento e la cambio mentre lavoro, tratto per tratto, e posso girare intorno a un capillare evidente. Quale abbia più senso per te lo vediamo nella valutazione, guardando le gambe. Il confronto completo l'ho scritto in linfodrenaggio o pressoterapia: come scegliere.
Spesso le due parole si usano come sinonimi. Quando si distinguono, il linfodrenaggio indica il lavoro lento e leggero sulla linfa, il drenante un massaggio più deciso che lavora anche sulla circolazione venosa. Sulle gambe io li tengo insieme: manovre lente che arrivano sia alla circolazione superficiale sia a quella profonda, con una pressione che cambia da una gamba all'altra.
Durante il massaggio la pressione deve essere più forte o più leggera? Ci sono diverse scuole di pensiero su questo: la verità sta nel mezzo.
Le manovre del massaggio devono essere lente e profonde, lavorare sia sulla circolazione più superficiale che quella più profonda.
Diverso è quando c'è un ristagno di liquidi, in cui si può andare a lavorare un pochettino più in profondità e la pressione è più presente, mentre se ci sono capillari importanti la pressione deve essere più leggera, onde evitare di lasciare lividi.
Quindi, quando la pressione è quella giusta, il corpo collabora e i risultati si vedono.
Questo video e questa pagina hanno scopo informativo e non sostituiscono il parere del medico.
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