In sintesi: il linfodrenaggio Vodder è il linfodrenaggio manuale più conosciuto: cerchi lenti e leggerissimi che accompagnano la linfa verso i linfonodi. I fisioterapisti lo usano ancora oggi nel linfedema. Sulle gambe che si gonfiano la sera dà sollievo, ma lì di solito c'entra anche il sangue che fatica a risalire, e una pressione così lieve non ci arriva: per questo io lavoro più in profondità, senza dolore. Dopo un intervento, o con un gonfiore improvviso, su una gamba sola, doloroso, caldo o arrossato, prima di qualsiasi massaggio serve il medico; se ti manca il fiato chiama subito il 112.
Se ti dico «linfodrenaggio», quasi sicuramente pensi al Vodder: cerchi lenti, così leggeri che a volte ti chiedi se la mano stia lavorando. È una tecnica seria, e quella leggerezza ha un motivo. Sulle tue gambe gonfie però io faccio un'altra cosa, e nel video ti dico perché.
Il nome viene da Emil ed Estrid Vodder, i coniugi danesi che lo hanno messo a punto negli anni Trenta. Erano partiti da un'osservazione che vale ancora oggi. La linfa corre in vasi sottilissimi appena sotto la pelle, e lì una mano pesante schiaccia invece di accompagnare.
Il suo compito è raccogliere il liquido che avanza tra le cellule e riportarlo nel sangue, passando per i linfonodi. Non ha un cuore che la spinge. La muovono le pareti dei vasi, che si contraggono piano e da sole, e la aiutano i muscoli che lavorano e il respiro. Se questo ritmo rallenta, il liquido resta nei tessuti e ti senti gonfia. Il tocco lento e leggero del Vodder serve proprio ad assecondarlo. Tutto il meccanismo lo racconto con calma in cosa succede sotto la pelle durante il linfodrenaggio.
Sono movimenti lenti che spostano appena la pelle e poi la lasciano tornare, sempre nella direzione in cui scorre la linfa, ripetuti più volte sullo stesso punto. Hanno nomi un po' tecnici, ma l'idea è semplice. Con i cerchi fissi le dita restano in un punto e fanno girare la pelle in tondo. Con il pompaggio e il movimento erogatore la mano avvolge la gamba e accompagna la linfa verso l'alto. Il movimento rotatorio serve sulle zone larghe, come la schiena. Il lavoro parte dal collo e dai linfonodi vicini alla zona da trattare, per liberare la strada, e solo dopo arriva alla gamba. Chi l'ha fatto me lo descrive quasi sempre così: più una carezza che un massaggio.
Il suo campo è soprattutto il linfedema, il gonfiore che nasce quando i vasi linfatici non riescono più a fare il loro lavoro, per esempio dopo un intervento che ha tolto dei linfonodi. Lì lo usano i fisioterapisti, insieme a bendaggi e calze elastiche, ed è proprio quella leggerezza a servire. Dopo un'operazione si comincia solo con il via libera del chirurgo, come spiego in linfodrenaggio dopo un intervento.
Dipende da che gonfiore è. Quello che vedo più spesso in studio è il gonfiore di fine giornata: caviglie piene la sera, gambe pesanti dopo tante ore in piedi o seduta, che peggiorano con il caldo e nei giorni prima del ciclo. Lì la linfa c'entra, ma quasi mai da sola.
Nelle gambe deve risalire anche il sangue. Lo spinge su il polpaccio a ogni passo, e le valvole delle vene gli impediscono di ricadere. Se resti ferma per ore sale più piano, e dalle vene esce più liquido di quanto i vasi linfatici riescano a riportare su. Il Vodder segue la linfa appena sotto la pelle, e con una pressione così lieve alle vene non arriva. Sulle gambe gonfie di fine giornata dà sollievo, però copre solo una parte del problema. Nel linfedema, invece, resta il riferimento.
Quando il gonfiore è quello che ti ho descritto, il massaggio linfodrenante che faccio io è diverso dal Vodder in tre cose:
Il punto di partenza invece è lo stesso: come nel Vodder, prima libero le vie di scarico, poi lavoro la gamba con movimenti sempre diretti verso l'alto. Su capillari evidenti o pelle delicata abbasso la pressione e la coppetta la uso poco o niente. Sulle varici non premo e non la uso. Se prendi farmaci che rendono il sangue più fluido ne parliamo prima, perché in quel caso i lividi vengono più facilmente.
Prima di scegliere, guarda se hai uno di questi segnali. In quel caso non si parla di massaggio, serve il medico:
E nessun linfodrenaggio, leggero o profondo, si fa con una trombosi, un'infezione in corso o uno scompenso cardiaco. Con un tumore, in corso o passato, se e quando farlo lo decide il medico che ti segue. Se vuoi riconoscere i segnali delle vene da non trascurare, li trovi in gambe pesanti e circolazione: quando preoccuparsi.
Senza questi segnali, la scelta dipende dal tipo di gonfiore. Con un linfedema diagnosticato o dopo un intervento recente si segue il percorso indicato dal medico, e il linfodrenaggio leggero spesso ne fa parte. Se le tue gambe si gonfiano soprattutto la sera, le senti pesanti e migliorano con il riposo, ha senso un lavoro che segua anche la circolazione. Il confronto con la pressoterapia, se stai valutando anche quella, lo trovi in linfodrenaggio o pressoterapia.
Se sei abituata al Vodder, la prima cosa che noti è la pressione, che qui senti bene. Il ritmo invece lo riconosci, lento come quello. Prima di cominciare però mi racconti le tue gambe. Nel mio studio in via Pergolesi la prima valutazione dura 45 minuti ed è gratuita, e se prima serve un medico è la prima cosa che ti dico. Il massaggio segue il protocollo Gambesane di Consalvo Santilli, su cui mi sono formata.
No. Le manovre spostano appena la pelle e non premono sui muscoli, per questo non danno dolore. Il massaggio linfodrenante che faccio sulle gambe è più profondo, ma nemmeno quello deve fare male. Se senti dolore dimmelo, e la pressione la abbasso subito.
Con un linfedema sì. In quel caso le sedute le fa un fisioterapista, su indicazione del medico. Per gambe gonfie e pesanti senza una malattia alle spalle il linfodrenaggio è un trattamento di benessere, e lo fa anche chi ha la qualifica professionale e una formazione specifica sul massaggio, come me. In ogni caso chiedi sempre a chi ti tratta che qualifica e che formazione ha.
No. Il linfodrenaggio muove i liquidi e sul grasso non ha effetto. Se le gambe erano gonfie le vedi meno piene e le senti più leggere, ma la taglia non cambia per un massaggio. Cosa aspettarti nel tuo caso te lo dico dopo aver visto le tue gambe.
Esiste un metodo che è stato sviluppato in 12 anni, dopo più di 10.000 trattamenti [nota: numeri riferiti dalla rete Gambesane, non verificati da noi], pensato solo per risolvere un problema: le gambe gonfie. E non è il classico linfodrenaggio, e ora ti spiego perché.
Il linfodrenaggio che conosciamo tutti, il metodo Vodder, ha manovre lente e più superficiali, ma se il tuo problema sono le gambe gonfie, lavori solo a metà. Perché nelle gambe il ristagno coinvolge anche la circolazione venosa, cosa che il linfodrenaggio classico non sfiora.
Gambesane lavora su entrambi gli apparati contemporaneamente, linfatico e venoso. Le manovre sono più lente, più profonde, non dolorose e si adattano alla tua situazione. Non stai spostando i liquidi da un punto all'altro, ma stai toccando il problema alla radice.
Questo metodo l'ha creato Consalvo Santilli: è un protocollo con una formazione specifica. A Torino il metodo Gambesane lo trovi solo nel mio centro. [nota: numeri riferiti dalla rete Gambesane, non verificati da noi]
Se vuoi capire concretamente cosa succede e come funziona, te lo spiego nel prossimo video. [nota: il seguito è nel video «Massaggio linfodrenante alle gambe: come funziona una seduta», linkato qui sotto]
Questo video e questa pagina hanno scopo informativo e non sostituiscono il parere del medico.
Fai il test sulle tue gambe in due minuti, oppure prenota la prima valutazione gratuita nello studio di Via Giambattista Pergolesi 3/A, a Torino.
Leggi e guarda anche: Vodder, linfodrenante o drenante: le differenze · Video: Linfodrenaggio per le gambe gonfie: funziona davvero? · Video: Massaggio linfodrenante alle gambe: come funziona una seduta
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