In sintesi: in gravidanza il massaggio alle gambe lo faccio solo dal quarto mese, con il via libera scritto del ginecologo, e nel terzo trimestre solo su sua indicazione; mai con pre-eclampsia, trombosi o altri rischi segnalati dal medico. Stai a pancia in su, con il busto sollevato e il corpo ben sostenuto. Parto dal collo, poi lavoro gambe, polpacci, piedi e braccia con manovre più lente e una pressione molto più leggera, perché i capillari sono più fragili. L'addome non lo tocco mai; conta molto, invece, il respiro con il diaframma.
Quando una donna incinta mi chiede un massaggio alle gambe, la prima domanda che le faccio non riguarda le gambe. Le chiedo a che mese è e cosa le ha detto il ginecologo. Poi, sul lettino, cambia quasi tutto rispetto a una seduta normale: come la faccio sdraiare, da dove comincio, quanto premo, dove non arrivo mai. Il video dura meno di un minuto e ogni gesto passa veloce. Ognuno però ha un motivo preciso, e più giù te lo spiego. Su una frase, quella sulle smagliature, voglio essere più precisa.
Seguo sempre le stesse regole:
Il perché di queste regole, mese per mese, lo spiego nella pagina del video «Massaggio linfodrenante in gravidanza: quando si può fare», che trovi in fondo. Cosa è normale nel gonfiore e quali segnali vanno riferiti subito al medico lo trovi in gambe gonfie in gravidanza. Qui parto dal momento in cui il via libera c'è.
Nel video dico che la posizione è supina, cioè a pancia in su. A pancia in giù no, ovviamente. Supina però non vuol dire distesa piatta. Il busto resta un po' sollevato e il corpo è ben sostenuto, così stai comoda e respiri bene.
C'è anche una ragione di sicurezza. Più avanti nella gravidanza, stare a lungo sdraiata sulla schiena può far premere l'utero sulla grande vena che riporta il sangue al cuore, e a qualcuna gira la testa o viene un po' di nausea. Se ti succede me lo dici e ci fermiamo. Di solito basta girarsi sul fianco sinistro perché passi in pochi minuti. Se non passa, si chiama il medico.
Come in ogni linfodrenaggio, si parte dalle aperture linfatiche del collo. Lì, sopra le clavicole, la linfa raccolta dal corpo rientra nel sangue. Se quel punto è libero, il liquido che poi accompagno su dalle gambe trova la strada aperta. Le manovre sono lente e leggere, con le mani appena appoggiate sulla pelle.
Dopo il collo lavoro su gambe, polpacci, piedi e braccia. Le gambe le tratto dal basso verso l'alto, nella direzione in cui i liquidi devono tornare. Il gonfiore di solito si raccoglie in basso, su caviglie e polpacci, ed è da lì che comincio a salire.
Sulle cosce rallento ancora. Anche cosce e fianchi cambiano volume con il peso che aumenta, la pelle si tende e tira, e lì serve un tocco morbido più che una manovra di drenaggio.
La pancia non la tocco mai, in nessun mese. Dal collo passo direttamente a gambe e braccia.
In questi mesi c'è più sangue in circolo e gli ormoni rendono più morbide le pareti dei vasi. I capillari diventano più fragili, e una pressione che fuori dalla gravidanza va benissimo può lasciare un livido. Per questo premo molto meno e rallento il ritmo, ripetendo le manovre con calma invece di andare a fondo. Non deve mai fare male. Se senti dolore, dimmelo subito.
Durante la seduta ti chiedo di respirare piano e a fondo, non solo con la parte alta del petto. Con la pancia che cresce il diaframma ha meno spazio, perché l'utero spinge verso l'alto, e il respiro tende a farsi corto. Qualche respiro lento scioglie la tensione, e il diaframma che si muove bene aiuta anche la linfa, perché a ogni respiro profondo cambia la pressione nel torace e questo favorisce la risalita del liquido verso il collo.
Nel video dico che sulle cosce si lavora anche per l'elasticità, evitando le smagliature. Detta così sembra una promessa, e non lo è. Nessun massaggio può garantirti di non averle. Le smagliature dipendono da tanti fattori, a partire dalla predisposizione della pelle e da quanto in fretta si tende. Quello che un tocco delicato può darti è una pelle trattata con cura e meno sensazione di tensione sulle cosce.
Con il via libera del ginecologo, qualche gesto leggero sì. Semisdraiata, con la schiena ben appoggiata e le gambe su un cuscino, comincia con movimenti morbidi all'inguine, poi accarezza la gamba sempre verso l'alto, dalla caviglia al ginocchio e dal ginocchio alla coscia, piano e senza strofinare. Bastano pochi minuti, la sera. Lo può fare anche chi ti sta vicino, con la stessa leggerezza. La pancia resta fuori, e sulle vene in rilievo non si preme.
Il rischio di trombosi in questi mesi è più alto, e una gamba con un coagulo non va mai massaggiata. Se una gamba sola è più gonfia dell'altra, o il polpaccio fa male, è caldo o arrossato, niente massaggio: senti il medico senza aspettare. Se si gonfiano di colpo viso, mani o piedi, o arrivano mal di testa forte, disturbi della vista o dolore sotto le costole, chiama subito il ginecologo. Se all'improvviso ti manca il fiato o hai dolore al petto, chiama subito il 112.
Prima di salire sul lettino mi porti il via libera scritto del tuo ginecologo. Senza quel foglio, nel mio studio di via Pergolesi, il massaggio linfodrenante in gravidanza non lo faccio. Al primo incontro facciamo la valutazione gratuita di 45 minuti. Ti chiedo come sta andando la gravidanza, se hai avuto problemi di pressione o di circolazione, e guardo le gambe. Le volte successive, prima di cominciare, ti chiedo se ai controlli è cambiato qualcosa. Se qualcosa non torna, o quel giorno non ti senti bene, rimandiamo.
Nota importante: questi contenuti hanno scopo informativo e non sostituiscono il parere del medico. In gravidanza qualsiasi sintomo va condiviso con il ginecologo o l'ostetrica, e nessun trattamento si fa senza il suo via libera.
Sì, se il ginecologo ti ha dato il via libera. I piedi fanno parte del lavoro sulle gambe, ed è da lì che le manovre cominciano a salire, con la stessa pressione leggera che uso sul resto della gamba. Se però i piedi si gonfiano all'improvviso insieme a mani e viso, prima di qualsiasi massaggio chiama il ginecologo.
Sì, se il ginecologo è d'accordo. Sulle vene in rilievo non premo e non insisto, lavoro intorno con un tocco ancora più leggero. Se una vena diventa dura, calda, arrossata o dolente, niente massaggio: va fatta vedere subito dal medico.
Una crema o un olio semplici, senza profumi forti, che hai già usato senza problemi, perché servono solo a far scorrere le mani. Per i prodotti con oli essenziali o principi attivi, anche quelli venduti come drenanti, chiedi prima al ginecologo o al farmacista.
No. Nei primi tre mesi non lavoro sulle gambe, neanche con un tocco leggero. Se le senti già pesanti aiutano i gesti di ogni giorno, come muoverle spesso e tenerle in alto la sera. Il massaggio comincia dal quarto mese, e solo con il via libera scritto del ginecologo.
Non c'è una frequenza uguale per tutte. Dipende da cosa dice il ginecologo, dal mese e da come stanno le tue gambe, e può cambiare man mano che la gravidanza va avanti. La decidiamo insieme dopo la prima valutazione e la rivediamo ogni volta che serve.
Il massaggio per una donna in gravidanza è diverso. La posizione è supina, le manovre sono più lente e si trattano solo alcune zone.
Si parte sempre dalle aperture linfatiche dal collo, poi si passa alle gambe. Le manovre sono più lente, il ritmo anche; i capillari sono più fragili, quindi la pressione deve essere molto più leggera.
Si massaggiano le braccia, le gambe e i polpacci. Attenzione anche sulle cosce, per aumentare l'elasticità evitando le smagliature. L'addome non si tocca mai; importante invece è la respirazione del diaframma.
L'obiettivo è lo stesso: farti sentire bene e far sentire bene le tue gambe. L'approccio ovviamente è diverso, perché in questo momento il tuo corpo ha bisogno di un altro tipo di attenzione.
Questo video e questa pagina hanno scopo informativo e non sostituiscono il parere del medico.
Fai il test sulle tue gambe in due minuti, oppure prenota la prima valutazione gratuita nello studio di Via Giambattista Pergolesi 3/A, a Torino.
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