In sintesi: il massaggio linfodrenante fai da te alle gambe ha senso se segui una sequenza precisa e porti le mani sempre verso l'alto. Nella routine del video si parte dall'inguine, poi cosce e polpacci, poi piedi e caviglie, e si chiude con il respiro di pancia. Bastano cinque minuti la sera, con mani lente che spostano la pelle senza strofinare e senza fare male. Se il gonfiore compare all'improvviso o su una gamba sola, oppure la gamba fa male, è calda o arrossata, non massaggiarla e senti subito il medico; se arriva con fiato corto o dolore al petto, chiama il 112.
Se ti chiedessi di farmi vedere come ti massaggi le gambe a casa, scommetto che partiresti dalla caviglia e andresti su e giù, veloce, finché la crema non sparisce. Quando ne parliamo in studio, me lo mimano quasi tutte così, ed è comprensibile, perché sembra la cosa più logica. Il drenaggio però non è strofinare. Ci vogliono un ordine e una direzione, e nel video te li mostro in cinque gesti, partendo dall'inguine invece che dalla caviglia.
Prima dei gesti, due righe su cosa stai spostando. La linfa è il liquido che il corpo raccoglie tra le cellule e riporta verso il sangue. Nelle gambe deve risalire contro la gravità, dentro vasi sottilissimi che stanno appena sotto la pelle, e lungo la strada passa per delle stazioni di raccolta, i linfonodi. Quelli principali, per le gambe, sono nella piega dell'inguine.
Da qui vengono le due regole che reggono tutto l'automassaggio:
Mettiti comoda, seduta sul letto con la schiena appoggiata. Poca crema o qualche goccia d'olio, giusto perché le mani scorrano.
Appoggia la mano a coppa nella piega dell'inguine e fai un pompaggio molto lento. Premi appena, verso l'alto, poi rilascia. Deve sembrare quasi una carezza. Qualche ripetizione per lato, senza fretta. Nel video la chiamo la porta principale, perché qui si raccoglie la linfa di tutta la gamba.
Avvolgi la coscia con le due mani, come una fascia, e sali dal ginocchio verso l'inguine. Qui il movimento è lento e un po' più profondo, e le mani spostano la pelle invece di scivolarci sopra. Lavora sul davanti, all'interno e all'esterno della coscia, sempre nella stessa direzione.
Stesso ritmo, stessa direzione. Parti dalla caviglia, sali fino al ginocchio e prosegui sulla coscia fino all'inguine, come se accompagnassi il liquido per tutto il tragitto. Se vuoi, prima del polpaccio fai qualche pompaggio leggero nella piega dietro il ginocchio. È un'altra stazione di linfonodi, e in studio la apro sempre.
Arrivano per ultimi perché a questo punto la strada sopra è libera. Ruota le caviglie piano, in senso orario e antiorario. Poi distendi le dita del piede accompagnandole con la mano, dall'alto verso il basso. Questo è un allungamento e non una passata di drenaggio, per questo qui la direzione cambia. Sono movimenti piccoli che rimettono in moto caviglia e polpaccio, la pompa che spinge il sangue verso il cuore.
Sdraiati con le mani sulla pancia. Inspira dal naso lasciando che la pancia si gonfi, poi espira piano. Quando il diaframma scende e risale fa da pompa anche da dentro, e aiuta la linfa che arriva dalle gambe a continuare a salire. Con questo il lavoro è finito.
Sull'inguine resta leggerissima, perché i vasi sono vicini alla pelle e una mano pesante li schiaccia. Su cosce e polpacci puoi essere più presente. Se la pelle si arrossa o senti fastidio, stai premendo troppo. Con capillari evidenti, o se ti vengono facilmente i lividi, la mano va ancora più leggera.
Nel video ti chiedo cinque minuti, e bastano. Il momento migliore è la sera, quando il gonfiore è al massimo, oppure dopo tante ore ferma, in piedi o seduta (se è il tuo caso, ho scritto anche delle gambe gonfie per chi lavora in piedi). Dopo la doccia le mani scorrono meglio. Puoi farlo tutti i giorni. Conta più la costanza della durata. Se alla fine resti qualche minuto con le gambe in alto, tanto meglio.
Se il gonfiore è comparso all'improvviso, oppure riguarda una gamba sola, o se la gamba fa male, è calda, arrossata o tesa, non massaggiarla e senti subito il medico, perché può essere una trombosi. Se le gambe gonfie arrivano insieme a fiato corto, fatica a respirare da sdraiata o dolore al petto, chiama subito il 112. Chiedi al medico prima di cominciare anche se:
In gravidanza, anche a casa, vale la regola che seguo in studio: nel primo trimestre no; dal quarto mese solo con il via libera scritto del ginecologo; nel terzo trimestre solo su sua indicazione; mai con pre-eclampsia o trombosi. La pancia resta esclusa. Il respiro fallo semiseduta, con la schiena appoggiata come all'inizio invece che sdraiata a pancia in su, e con le mani appoggiate senza premere. Se il gonfiore aumenta di colpo, soprattutto con mal di testa o disturbi alla vista, niente massaggio e chiama subito il ginecologo. Il resto è in gambe gonfie in gravidanza.
La routine di casa conta perché la fai ogni giorno. Quando invece le gambe le lavoro io, tu stai sdraiata e non devi pensare a nulla. Arrivo anche dietro, dove da sola non arrivi, e tengo lo stesso ritmo per un'ora. Le manovre sono quelle del protocollo Gambesane, con la stessa logica che hai visto qui, ma partono più in alto. Prima apro il collo e le ascelle, poi l'inguine e il retro del ginocchio, e solo dopo passo alla gamba, come racconto nel video sull'apertura dei linfonodi. Se il gonfiore c'è da tempo, la prima valutazione è gratuita e dura 45 minuti. Mi racconti le tue giornate e, se non serve prima il medico, vediamo se ha senso un massaggio linfodrenante.
Le passate di drenaggio sì, sempre, dalla caviglia al ginocchio e dal ginocchio all'inguine. La sequenza invece parte dall'alto, prima l'inguine, poi la coscia, poi il polpaccio e per ultimi piedi e caviglie, così ogni tratto si svuota verso uno già libero. Sembra una contraddizione, ed è il motivo per cui strofinare dalla caviglia in su, e basta, serve a poco.
Sì, se lo fai leggero come nel video. Cinque minuti la sera sono sufficienti, meglio pochi ma spesso. Se un giorno la gamba è dolorante, calda o arrossata, quel giorno non massaggiarla e senti il medico.
Quella che preferisci, purché faccia scorrere le mani senza tirare la pelle, come una crema per il corpo o qualche goccia d'olio. Le creme per gambe pesanti danno una sensazione di fresco piacevole. Per il resto conta come muovi le mani. Ne basta poca, perché con le mani troppo unte la pelle non si sposta.
È un aiuto di tutti i giorni, non un trattamento. Fatto come nel video accompagna i liquidi verso l'alto e a fine giornata può lasciarti le gambe più leggere. Se però il gonfiore c'è anche al mattino, o torna uguale nonostante la routine, vale la pena capirne la causa, prima con il medico e poi, se non ci sono controindicazioni, con un lavoro mirato.
5 manovre da fare a casa come automassaggio. Il drenaggio non è strofinare: ci vuole ordine e direzione.
Si parte con l'apertura dei linfonodi inguinali: la mano a coppa, il pompaggio è molto lento, quasi come se fosse una carezza. È la porta principale, dove la linfa viene raccolta e le tossine vengono eliminate. [nota: espressione colloquiale; il massaggio favorisce il drenaggio dei liquidi, non elimina «tossine»]
Sulle cosce il movimento deve essere lento e profondo, sempre verso la zona dell'inguine.
Polpaccio: partendo dalla caviglia verso il ginocchio e verso l'inguine, sempre allo stesso ritmo.
Piedi e caviglie: inizia con la rotazione delle caviglie in senso orario e antiorario. Per i piedi invece fai una distensione dall'alto verso il basso delle dita.
Respirazione del diaframma: le mani sulla pancia, il diaframma si gonfia, sale e scende portando i liquidi verso l'alto. Così facendo si conclude il lavoro del drenaggio.
Dedica 5 minuti a questa routine e le tue gambe ringrazieranno.
Questo video e questa pagina hanno scopo informativo e non sostituiscono il parere del medico.
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