In sintesi: bevi con regolarità, ma non contare sui litri in più per sgonfiarti. Se sei in salute l'acqua in eccesso la smaltiscono i reni, e il gonfiore di fine giornata dipende soprattutto da quanto i liquidi fanno fatica a risalire dalle gambe. La familiarità ha il suo peso, e anche creme e camminate aiutano. Io però guardo prima di tutto quante ore passi ferma e quanto lavora il tuo polpaccio durante la giornata. Se hai problemi di cuore, di reni o di fegato, o prendi diuretici, la quantità di liquidi te la indica il medico. Se il gonfiore compare all'improvviso, è su una gamba sola, fa male, è caldo o arrossato, o ti manca il fiato, prima di tutto senti il medico.
Quando una cliente viene da me per la prima volta, le chiedo sempre cosa ha già provato per le gambe gonfie. Le risposte si somigliano: bevo tanta acqua, metto la crema la sera, cammino tanto. E spesso, per chiudere il discorso, aggiungono che tanto è di famiglia. In ognuna di queste convinzioni c'è un pezzo di verità. Se anche tu bevi due litri al giorno e la sera le gambe pesano lo stesso, partiamo proprio dall'acqua.
Bevi di più, così ti sgonfi. È il consiglio che ricevono tutte. Bere con regolarità è importante, ma più acqua non vuol dire gambe più leggere.
In una persona sana l'acqua in più la eliminano i reni. Ti fa andare in bagno più spesso, ma non porta via il liquido fermo intorno alle caviglie. Quel liquido c'è perché dalle gambe risale a fatica, soprattutto quando passi ore nella stessa posizione o fa caldo. E il sale nascosto nel piatto fa trattenere acqua al corpo. Di sale e ritenzione ho scritto nell'articolo su perché bere due litri non basta.
Nel video dico che, se bevi più di quanto il corpo riesce a gestire, i liquidi tendono ad accumularsi. Vale per chi ha il cuore, i reni o il fegato che fanno fatica e ha ricevuto dal medico indicazioni precise sui liquidi, come capita spesso a chi prende diuretici. In quei casi quanta acqua bere lo stabilisce lui. Se stai bene, bere tanto non ti gonfia di più, e bere a forza non ti sgonfia.
Un numero giusto per tutte non esiste. Dipende dal corpo, da quanto ti muovi, dalla stagione, da quanta frutta e verdura mangi. Bevi poco alla volta e spesso, durante tutta la giornata. Per capire se bevi abbastanza guarda il colore delle urine. Se sono giallo chiaro va bene, se sono scure e scarse di solito vuol dire che stai bevendo poco. Se restano scure anche quando bevi di più, parlane con il medico.
In parte sì. La tendenza ad avere vene che si dilatano e una circolazione di ritorno più lenta si eredita spesso, e quando una cliente mi dice che anche la mamma aveva le caviglie gonfie non mi stupisco. In famiglia però si condividono anche le abitudini, come si mangia e quanto ci si muove.
La predisposizione conta, ma non è una condanna. Parti con gambe più sensibili, che chiedono qualche attenzione in più. Muovi il polpaccio durante il giorno, tieni le gambe in alto la sera, scegli scarpe comode e, se il medico lo ritiene utile, porta una calza a compressione graduata.
Ci sono famiglie in cui più donne hanno gambe grosse in modo simmetrico, dai fianchi alle caviglie, con i piedi che restano normali. Se quelle gambe fanno male al tatto e si riempiono di lividi per poco, può trattarsi di lipedema. Lì il problema è il tessuto adiposo, non i liquidi, quindi non è ritenzione idrica. Il linfodrenaggio può dare sollievo, ma prima serve la diagnosi di un medico.
Le creme per gambe pesanti contengono principi attivi utili, spesso estratti vegetali, e danno una piacevole sensazione di fresco. Il limite, come dico nel video, è il modo in cui le usi. Una crema stesa in fretta prima di andare a letto rende poco. Prova a stenderla così.
Non strofinare avanti e indietro, la mano va sempre verso l'alto. Su capillari evidenti o vene varicose la pressione resta leggera, e se una vena fa male, prima di massaggiare senti il medico.
Cammino tanto, sono a posto. Me lo dicono in tante, ed è vero solo a metà. Camminare riattiva la circolazione, ma non sblocca un ristagno che c'è già, e non cancella le ore passate ferma alla scrivania o dietro un bancone.
Il polpaccio fa da pompa per sangue e linfa solo mentre lavora. Nelle ore in cui resti ferma si spegne, e i liquidi scendono verso caviglie e piedi. Per questo conta più muoversi spesso che tanto in una volta. Alzati ogni ora e, quando puoi, sali sulle punte o prendi le scale. Per chi lavora in piedi ho raccolto qualche idea sulle gambe gonfie da lavoro in piedi. Quando il gonfiore di fine giornata c'è da mesi e il medico ha escluso altre cause, il movimento resta la base. Da solo però non sempre basta, e lì può aiutare il massaggio linfodrenante.
Tutto questo vale per il gonfiore di fine giornata, quello che al mattino è sparito. Se il gonfiore compare all'improvviso o su una gamba sola, o la gamba è dolorosa, calda o arrossata, fatti vedere senza aspettare. Se ti manca il fiato o senti dolore al petto, chiama il 112. In gravidanza, se il gonfiore aumenta all'improvviso, soprattutto insieme a mal di testa o disturbi alla vista, chiama subito il ginecologo.
Serve una visita anche se camminando ti viene un dolore al polpaccio che passa appena ti fermi, se le caviglie sono gonfie già al mattino, se si gonfiano viso o mani, o se il peso sale di colpo in pochi giorni.
Con uno qualsiasi di questi segnali, niente massaggio e niente automassaggio finché non ti ha visto un medico. Ne parlo anche in gambe pesanti e circolazione: quando preoccuparsi.
Nella prima valutazione, gratuita e di 45 minuti, ripartiamo da queste quattro convinzioni. Mi racconti quanta acqua bevi, che crema usi e come la stendi, quante ore passi ferma e chi in famiglia ha lo stesso problema, e intanto osservo caviglie e polpacci. Se il ristagno c'è da tempo e non ci sono segnali d'allarme, nel mio studio di via Pergolesi ti propongo il massaggio linfodrenante con il protocollo Gambesane, in cui mi sono formata. Altre volte il primo passo è cambiare un'abitudine, come il modo in cui stendi la crema la sera.
Bere poco non aiuta. Quando l'acqua scarseggia il corpo la risparmia, così vai in bagno meno spesso e le urine diventano scure. Il gonfiore delle gambe però dipende soprattutto da come i liquidi risalgono verso il cuore, quindi ti conviene bere un po' alla volta durante la giornata e muoverti spesso.
Non esiste un'acqua che sgonfi le gambe. Va bene quella che bevi volentieri, perché è quella che berrai senza sforzo. Se devi tenere d'occhio il sodio, in etichetta cerca la dicitura «indicata per le diete povere di sodio». Il sale che pesa di più resta comunque quello che non vedi, nei salumi e nei cibi già pronti.
Meglio fresca. Con il caldo le vene si allargano e il sangue risale con più fatica, per questo bagni molto caldi, sauna e docce bollenti possono lasciarti le gambe più pesanti. A fine doccia passa l'acqua fresca sulle gambe partendo dai piedi e salendo verso le cosce. Non serve che sia gelata.
Bevi di più per sgonfiarti ed è la prima cosa sbagliata. Ti svelo tre miti che danneggiano le tue gambe.
«Bevo tanta acqua, così mi sgonfio.» Te lo dicono tutti: bevi di più. Ma nessuno ti dice che bere più acqua può fare l'effetto opposto. Idratarsi è importante, ma la quantità di acqua dipende da persona a persona. Se bevi più acqua di quello che il tuo corpo riesce a gestire, i liquidi non vanno via, anzi tenderanno ad accumularsi.
«È genetica, non posso farci nulla.» Vero, ma questo non deve essere una condanna. Se lavori sulla circolazione, su tecniche giuste e con costanza, il gonfiore diminuisce, anche se è un fattore ereditario.
«Ma io uso le creme.» Le creme drenanti hanno principi attivi che funzionano. Il problema è l'applicazione. Manovre specifiche aiutano a penetrare meglio il prodotto. Quindi il problema non è il principio attivo, ma è la tecnica.
«Cammino tanto, sono a posto.» Vero, camminare fa bene, però se poi passi tante ore seduta o tante ore in piedi, non cambia nulla. Camminare riattiva la circolazione, ma non sblocca i ristagni presenti.
Se credevi a questi miti, scrivilo nei commenti.
Questo video e questa pagina hanno scopo informativo e non sostituiscono il parere del medico.
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